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Nicola Zingarettidi Mario Adinolfi

Repubblica mette in prima pagina la storia di un capannone comprato a 400mila euro e venduto a 800mila con l’interessamento di tre commercialisti pare vicini alla Lega (Salvini dice: “Querelo chi mi collega a gente che non conosco”).

Titolo di Repubblica: “Inchiesta a Milano, soldi della Lega: un indagato tenta la fuga”. Paginata interna intera nella edizione nazionale con foto di Salvini e ulteriore titolo: “L’estate amara di Salvini tra guai giudiziari e calo dei consensi”. In assoluta contemporanea la Corte dei Conti spicca gli avvisi di garanzia contro Nicola Zingaretti (e altri 36 tra politici e funzionari) che da presidente della Provincia di Roma acquistò dal palazzinaro corruttore Parnasi un grattacielo risultato poi inagibile pagandolo 263 milioni di euro, di soldi pubblici, cioè nostri. Il nucleo di tutela della spesa pubblica della Guardia di Finanza ha consegnato ieri a Zingaretti e agli altri il cosiddetto “invito a dedurre”, in sostanza la Corte dei Conti del Lazio gli chiede i danni (per 90 milioni di euro). Sapete quanto spazio ha la notizia su Zingaretti sull’edizione nazionale di Repubblica? Zero. Neanche una riga, a fronte dell’intera paginata con foto e articoli su Salvini rispetto a un’operazione opaca da 400mila euro su un capannone sul quale Salvini non è nemmeno indagato. Sulla Corte dei Conti che chiede i danni a Zingaretti che da presidente della provincia ha comprato un grattacielo inagibile da un corruttore con 263 milioni di soldi pubblici, Repubblica azzera la notizia sull’edizione nazionale e proprio perché costretta fa un articolo in una pagina interna della cronaca di Roma. Titolo: “Palazzo Provincia, fu danno erariale, sprecati 90 milioni”. Chi li ha sprecati? Chi ha procurato il danno? Si ingegni il lettore a capirlo. Da queste parti, si sa, non siamo salviniani. Ma abbiamo visto tutto il sistema della comunicazione, telegiornali compresi, inondarci di dettagli sulla “tentata fuga in Brasile” del consulente vicino forse alla Lega. Manco una parola invece su Zingaretti che ai pochissimi giornalisti che gli hanno fatto arrivare ieri domande sui 263 milioni nostri buttati nel cesso ha fatto replicare con un secco no comment. Un po’ come ha fatto per i 35 milioni di euro buttati nel cesso più recentemente per le mascherine mai consegnate alla Regione Lazio. Anche lì, incalzato, ha fatto scena muta. Perché il giornalismo di questo Paese è così scandalosamente prono nella protezione di Nicola Zingaretti?


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