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di Mario Adinolfi

L’ossessione per il PdF (più precisamente per la mia persona) del blog Libertà e Persona, cioè di una persona sola, continua. Stizzito per il fatto che il Popolo della Famiglia anche in questa tornata amministrativa continua ad essere protagonista, prova a inventarsi la divisione dottrina Adinolfi-dottrina Amato. Sostiene come al solito l’argomento con dati totalmente falsi: in Molise avremmo preso lo 0.4 perché siamo andati da soli (fake news: eravamo in coalizione con il centrodestra), la “dottrina Amato” sarebbe andare finalmente in coalizione con il centrodestra come facciamo a Brescia, mentre io sarei portatore “molto intelligente ma politicamente poco capace” di un isolazionismo del Pdf. Fake news. La verità è che noi fin dalle prime elezioni amministrative del 2016 abbiamo accettato di fare coalizione non “con chi ci stava”, ma con chi accetta le nostre condizioni. E la nostra storia è dunque piena di coalizioni costruite per governare le città. Dove non è stato possibile siamo andati da soli. Sempre, fin dal 2016 e anche oggi. C’è poi la storia di Verona, anche qui raccontata con il cattivo Adinolfi da contrapporre al buono Amato e a un Grigolini che sarebbe stato costretto a rifiutare l’assessorato alla famiglia. Per scrivere di Pdf, consiglio di conoscere il Pdf: siamo un partito dove vige un vero principio di sussidiarietà, il potere risiede il più vicino possibile al cittadino-militante. E a Verona hanno sempre e solo deciso i dirigenti pidieffini veronesi, su tutto. Io ho appoggiato le loro decisioni, con Gianfranco. Un consiglio a tutti gli ossessionati: non provateci. Il Pdf non lo dividerete mai, andremo avanti a testuggine, come sempre. Capisco la necessità di dover distrarre le persone dal fatto che il vostro voto è servito a farci sentire oggi il discorso di un presidente del Consiglio grillino e ai vostri rappresentanti tocca pure votargli la fiducia. Complimenti, bel capolavoro con la vostra logica del voto utile. È stato utilissimo a Di Maio. Il PdF sarà all’opposizione del grillismo di governo, unito come non mai. Sarete voi presto a dover scegliere e, credo, a dover chiedere scusa quando vi accorgerete del danno che avete fatto. Un consiglio però: la campagna elettorale è finita. Continuare a vivere nell’ossessione del Pdf (e della mia persona) si configura ormai come problema psichiatrico. Il terremoto ce l’avete nella vostra testa perché sapete di aver spacciato come problema politico quello che era solo un problema personale, cioè una idiosincrasia nei miei confronti. Vi informo: rassegnatevi perché non mollo il colpo. Resto convinto che il Pdf sia lo strumento fondamentale per raggruppare i dispersi che ora non contano nulla e si ritrovano ad aver consegnato dieci ministeri fondamentali e la presidenza del Consiglio a quelli che registrano nei comuni i figli di due mamme, a quelli che vogliono l’utero in affitto, a quelli che smantellano i manifesti dei prolife. L’alternativa è solo in un soggetto politico autonomo di ispirazione cristiana che si chiama Popolo della Famiglia che è stato fondato da Gianfranco Amato, Nicola Di Matteo e anche da Mario Adinolfi. Rassegnatevi: non ci dividerete mai, perché la divisione sarebbe la morte del Pdf e io presidierò il Pdf affinché chi vuole dividerci non abbia il minimo spazio per poter anche solo tentare di farlo. Il 10 giugno accadrà una sola cosa: il PdF crescerà. È proseguirà la nostra traversata del deserto. Voi che vi siete accomodati sulle sei poltrone di governo che vi hanno lasciato i grillini, vedete di fare bene. E se farete bene noi, che non siamo ossessionati come voi, vi applaudiremo e vi sosterremo. Ma la stampella al governo Conte, mi dispiace, il Pdf non la fa. E con questa nettezza andiamo avanti. Il 10 giugno vota Popolo della Famiglia.

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