Domenico Bonvegna

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I sinistri NON amano le divise

Devo essere sincero, ho avuto qualche perplessità per fare questo intervento. Devi per forza occuparti di tutto? La domanda che mi inquietava. Il tema esercito, polizia, carabinieri, forze dell’ordine in generale. Sono legati da un filo comune. La difesa, la guerra, la pace. Il tema è il 165° anniversario della costituzione dell’esercito italiano. Tutti hanno pronunciato qualche frase per fare gli auguri ai militari. Chi non l’ha fatto? La Sinistra (Pd, 5 stelle, Avs). Fa notare questa mancanza il quotidiano Libero, non so gli altri giornali. (Alberto Busacca, La Sinistra che non fa gli auguri ai militari, 5.5.26, libero) La sinistra ha perso le parole. O meglio, ha perso la parola, una sola, che però non riesce proprio a pronunciare, la parola «esercito». È più forte di loro... Il fatto è che ieri era il 165° anniversario della costituzione dell’esercito italiano e, come ovvio, moltissimi esponenti politici, a cominciare dal presidente della Repubblica, hanno voluto, fin dal mattino, fare gli auguri ai militari. Peraltro, in questo momento così delicato, con “il grave inasprimento e allargamento dei conflitti in atto vedono confermare all’esercito italiano un ruolo primario nella salvaguardia dell’indipendenza del Paese e dei valori della pace e della stabilità”. Naturalmente non poteva mancare il messaggio del premier Giorgia Meloni, «vanno alle donne e agli uomini in uniforme per il prezioso servizio che ogni giorno rendono alla Nazione. Il vostro impegno non è solo una professione, ma una scelta di vita fatta di responsabilità e amore per la Patria». E poi, tutti gli altri, a partire dal ministro della Difesa Guido Crosetto, e molti altri esponenti dei partiti della maggioranza. Manca qualcuno? Mancano, guarda un po’, le dichiarazioni dei leader dei partiti dell’opposizione. Cioè la Sinistra tutta, il sedicente campo largo ha preferito non dire assolutamente nulla. Soltanto una dimenticanza? Forse il lunedì mattina erano stanchi dopo aver partecipato a tutte le manifestazioni. La realtà è che, “a sinistra le divise provocano imbarazzo, quando non esplicita avversione. I progressisti non amano i militari, e per rendersene contro basta vedere come i compagni e le compagne genovesi si stanno preparando ad accogliere gli Alpini che questo weekend faranno il loro raduno nella città ligure: insulti, proclami contro la «mascolinità tossica» e addirittura un vademecum per imparare a difendersi dalle presunte violenze delle penne nere”. Per la verità il giornalista di Libero, forse, ha dimenticato che c’è un altro mondo che non ama le divise, anche se non tutto, il mondo cattolico, quello del pacifismo ad ogni costo. Insomma, per gran parte di quel mondo lì i soldati, i poliziotti, sono dei nemici. E chi magari non la pensa così preferisce comunque non esporsi. Perché tra non molto si tornerà alle urne, ed evidentemente qualcuno ha paura che fare gli auguri ai militari possa far perdere voti preziosi...

Torino, 5 maggio 2026

S. Giuseppe Benedetto Cottolengo.              a cura di Domenico Bonvegna