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bioetica-1Da il mondo che vogliamo. I radicali e correnti ideologiche circumvicine continuano a propinarci la solita tiritera di slogan. Qualche giorno fa alla trasmissione "Ballarò" la Bonino continua a cercare, da abile venditrice, di propinare lo slogan dell'ingerenza della Chiesa sul Referendum sulla Fecondazione assistita del 2005 e sulle questioni di bioetica. In questo sostenuta dalla "Ministra" Turco. Ma le cose, nel 2005, non sono andate così e tutt'ora la realtà è molto diversa... vediamo com'è nata...

Anzitutto i Radicali hanno iniziato una campagna a favore dell'abrogazione delle legge 40, legge voluta democraticamente e con tanta fatica da un lungo e dificile iter bi-partisan parlamentare. I radicali intanto affinavano le solite armi.

Il sistema della campagna radicale è il solito. Grande animosità populista combattuta con la  "fierezza" di fare una battaglia etica e civile. Raccolta di firme capillare sfruttando luoghi comuni e rabbia delle persone,slogan provocatori et similia. Insoma un love-bombing alla "Testimoni di Geova". Risuona ancora la "spocchia" radicale sul loro sito con lo slogan "..e tre"... riferito alle loro battaglie "vinte" sul divorzio e l'aborto con il desiderio di dare ai sostenitori delle legge 40 e soprattutto ai cattolici e al "Vaticano talebano" la terza "mazzata".

Poiché, secondo loro, di battaglia civile si trattava e di criteri laici e liberali, hanno iniziato con una campagna menzognera, diffamatoria, ricca di slogan (di stampo predicatorio protestante) e "stranamente" sostenuta dai maggiori quotidiani a tiratura nazionale.

Forti dell'ideologia, degli slogan, delle voci dei "guru" Sartori, Scalfari, Flamigni e compagnia bella hanno voluto dare anche un tono "scientifico" alle loro posizioni. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Proprio qui si sono incamminati per la via della discesa; si sono via via fatte chiare le prospettive eugenetiche del loro credo e delle loro posizioni. Contro queste non servono grandi ragionamenti.. basta un po di buon senso e di laicissima etica sulla persona e sui suoi diritti fondati su ciò che la persona è e non su ciò che fa o produce.

Altro punto debole fu concentrare rabbia e animosità verso Ruini e la CEI. Grande errore! Infatti, ben prima che Ruini accennasse un minimo sussurro, ancor prima che il cardinale proponesse l'astensione, noi, tutti laici, tutti animati dalla passione che portiamo nel cuore ci siamo chiesti ma questi "che stanno a di?"

Infatti nessuno di noi è stato stimolato dalle parole di Ruini, dalla CEI, ma ancor prima dal buon senso illuminato dal Vangelo.

Nessuno di noi è stato pagato per sostenere i diritti civili di una vita umana al suo sorgere.

Nessuno prende un ipotetico 8 x mille, nessuno prende fondi da vescovi o cardinali o da "manovre di politica ecclesiastica" o da complotti thriller alla Dan Brown.

Anzi molti di noi ci hanno rimesso di tasca propria svariate centinaia di ore di lavoro; svariate migliaia di euro per allestire siti e campagne. 

Tutto, come si dice a Roma "aggratise".

Non alla ricerca di visibilità politica; non alla ricerca di prestigio o notorietà. Tutto questo (cioè la notorietà, la visibilità politica e affini), infatti, è stata (ed è tutt'ora) prerogativa di chi cercava di abolire la legge 40.

Loro coniavano slogan e noi abbiamo risposto a tono.

Cercavano motivazioni razionali ai loro principi eugenetici e noi non abbiamo fatto altro che ragionare.

Il problema del loro fallimento non è stato solo lo scontrarsi con il buon senso popolare ma anche perché la loro campagna aveva (ed ha) ragioni deboli, eugenetiche, e anti-pedagogiche e viene condotta con sistemi-slogan di vendita di cui la gente ne ha le scatole piene.

Soltanto la malafede, perchè di malafede si tratta - e anche della peggior specie -, poteva trasmettere una trasmissione sottilmente contro la Chiesa come "Ballarò" di qualche tempo fa.. proprio mentre il Santo Padre faceva e fa il regalo di combattere contro il terrorismo l'unica vera battaglia: quella della pace e del dialogo fondato sulla ragione e sul vangelo. Un regalo che fa a tutti, prima dei cattolici, anche a quei liberali di ogni colore politico e a quella sinistra che si riempie di parole come "valori" e poi non si sa bene di cosa si stia parlando.

Si riempie di affermazioni come "rispetto della costituzione" senza vedere le motivazioni vere, antropologiche e i principi che hanno animato e redatto la costituzione. Principi che rendono viva e attuale e propositiva ora la costituzione.

Principi che possono far crescere e maturare le regole costituzionali che abbiamo ricevuto e ci siamo dati con tanta fatica e sangue.

Ma insomma.. un po’ di pudore. 

Basta poco.

Basti dire: "Ci siamo sbagliati nelle ragioni e nel metodo e abbiamo perso!".

Riconoscere i propri errori è civile, democratico e, se si vuole, liberale.

Altrimenti, stavolta senza ombra di dubbio, si è talebani e fondamentalisti.

Per ulteriori spunti si legga anche questo piccolo editoriale sull'Avvenire

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