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A me ha fatto ridere (come sempre) finchè non si è messo a fare la lezione di storia. L'ha fatta benissimo, com'è da lui, ma gran parte dei contenuti della lezione non rispondono al vero.
Ha detto una marea di inesattezze, laddove non proprio di falsità, storiche:
“Borboni truci”...
“I Savoia, la casa più gloriosa d’Europa”
“La bandiera è stata trovata, scelta da Mazzini, da un verso della Divina Commedia” (e la Repubblica Cisalpina fondata a Reggio Emilia nel 1797? La bandiera venne poi ufficialmente utilizzata per la prima volta da Carlo Alberto; Mazzini (repubblicano) l’aveva scelta per la propria organizzazione politica, la “Giovine Italia”)
“Anita Garibaldi, morta incinta al seguito di suo marito… una donna memorabile” - ( in realtà fu trovata morta su una spiaggia in circostanze poco chiare)
“Fa piacere sto ragazzo che è morto per noi (Goffredo Mameli) che ha scritto” - in realtà Goffredo Mameli, autore del testo di “Fratelli d’Italia”, si ritiene che sia stato ucciso casualmente da un amico mentre difendeva la Repubblica Romana
ma soprattutto
“Cavour, Garibaldi e Mazzini…hanno arricchito gli italiani”...(magari soprattutto i meridionali?!)
"Il risorgimento (e l'Italia) non è stato fatto dalle classi colte ma dal popolo” (questa poi, è la più grossa…)
Andiamo, è roba da libretti da 1€ ai mercatini...e nemmeno più.
E' un bravo comico, ma la storia non è il suo forte, soprattutto se si ferma ai clichè triti e triti infarciti di retorica nazional-patriottarda.
Benigni (che non discuto come comico, è il suo mestiere) nei panni dello storico ha fatto una magra figura, dicendo un sacco di falsità.
Si può dire o è lesa maestà?!
“Immenso Mazzini”? “Immenso Garibaldi”?
Andiamo, non era il vero Benigni che tutti conosciamo.
Diciamoci la verità quello di oggi è stato un Benigni prezzolato: gli hanno dato 250.000 euro per fare un pò di retorica; potevano risparmiare un pò di soldi e limitarsi a leggerci qualche capitolo di uno dei libri di storia che si usano nei licei... non c'è differenza...anzi, che si usavano nei licei...visto che ha detto delle cose oggettivamente superate da un pezzo...
Basta "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa a smentire le balle raccontate da Benigni...basta Gramsci addirittura...E mi fermo qui.
Esaltare figure come Garibaldi è un modo per non rendere servizio alla verità storica.
Dire esattamente come siano andati i fatti 150 anni fa (e lamentarsi se vengono dette castronerie come quelle dette da Benigni) , non significa piangersi addosso o rimpiangere altre Italie…men che mai volerne disunire...
Significa che si posono perseguire tutti i fini che vogliamo, ma a patto di non dire falsità.
Sui fatti di 150 anni fa, i meridionali non sono proprio scemi.
I meridionali, quelli veri (non quelli un tanto al chilo o semplicemente ed aprioristicamente antileghisti), non scordano.
Se proprio la vuoi raccontare, raccontala tutta.
Parla di Lombroso, parla dei campi di concentramento per meridionali in Piemonte, parla della leva obbligatoria, parla delle deportazioni, parla dei tanti paesini messi a ferro e fuoco dall'esercito sabaudo, parla dell'assedio di Gaeta, parla del massacro di Pontelandolfo, parla del plebiscito taroccato…e di tanto altro…
Viste le inesatttezze, le falsità storiche, la faziosità (a danno proprio del nostro meridione) che il geniale artista Benigni ha raccontato, sarebbe stato bello se lo stato (mamma Rai) gli avesse affiancato anche altri artisti, come questi
http://www.youtube.com/watch?v=PWJew27sOZ4
Poi, se dobbiamo battere le mani solo perchè è Benigni è un altro discorso.
Poi se dobbiamo dire che è un genio e ci fa ridere come pochi io sono il primo, ma è un discorso diverso e con quello che sto dicendo io non centra niente.
La coesione non si può fondare sulle mezze verità o, peggio, sulle falsità. Sarebbe a metà o falsa anch'essa, fragile. L'unità d’Italia si realizzerà (forse) quando si avrà il coraggio di raccontare la sua vera storia. Perciò, Benigni, all'Italia ed alla sua Unità, non ha reso affatto un buon servizio. L'avrà reso alla Rai ma non all'Italia.
Abbiamo un'identià fragile - che vive solo in presenza di una squadra di calcio, di festicciole posticcie e di retorica come quella di Benigni - proprio perchè non abbiamo raccontato la verità.
Non è che per superare le difficoltà dobbiamo raccontarci delle balle.
Anzi, forse le difficoltà ce le abbiamo perchè per 150 anni ci siamo raccontati delle balle.
PS: due lucidi commenti
http://www.reset-italia.net/2011/02/18/sanremo-sposta-nel-cestino-compreso-benigni/
http://blog.panorama.it/italia/2011/02/18/scendiamo-da-cavallo-e-rifacciamo-litalia/
E l'invito a leggere se non libri di storia almeno Terroni di Pino Aprile, uno dei testi che raccontano altre verità su quelle diffuse prevalentemente nei libri di storia e, con facile patriottismo, in tv. http://api.edizpiemme.it/storage/village/2010/02/26/566-1273.pdf
PS2: Del resto, come dice l'amico Stefano Chiappalone, anche il turismo è una cartina di tornasole sull’identità nazionale: come mai i turisti continuano a visitare i monumenti romani, le cattedrali, le innumerevoli bellezze di un’Italia che fino al 1861 non c’era (stando alla vulgata), lasciando ai piccioni la statue di Garibaldi, Mazzini, e altri mediocri souvenir dello Stato unitario?!