Ultime

Uno spin doctor politico per l'Italia
mirror de www.ilcattolico.it
per aiutare una coscienza politica e le scelte referendarie
alla luce dei principi

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Navigando questo sito, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla pagina della legislazione europea e clicca qui

di Riccardo Zenobi
Il titolo è una parafrasi dell’"anima bella" di hegeliana memoria. Non si può negare infatti che la democrazia sia una bella idea. A chi non piacerebbe che tutto il popolo vada d’accordo e decida le leggi per il bene comune e la prosperità e il progresso dello stato e del pianeta? E’ di certo una bella idea.
Il problema è che è solo un’idea, nulla di più.
Il problema delle idee è che sono poste da chi le pensa, e chi le pensa non porta le idee nel mondo reale, ma in un mondo posto dalla mente, il quale non solo non è nulla di reale, ma non è nemmeno qualcosa di vivo. E’ un semplice meccanismo: posto A, otteniamo B in base a delle implicazioni necessarie. Bello, indubbiamente. Ma il mondo non va così. Peggio per lui, cambiamo il mondo, perché reale e razionale coincidono. Questo è in sintesi l’idealismo.
 
Idee del genere sono troppo semplici per essere vere, ma per via della loro semplicità si ammantano facilmente di “ragionevolezza”, perché tutto ciò che è semplice attira più consensi di ciò che è complesso. Si presta l’assenso a ciò che è chiaro, non a ciò che è oscuro, almeno nel mondo moderno. La democrazia non sfugge a tutto ciò. Ma la realtà è più complessa di qualunque posizione mentale. Nella pratica, la democrazia è, nel migliore dei casi, un’utopia; nel peggiore dei casi è Crono che divora i suoi figli. Vediamo i motivi di tutto ciò, con un riferimento alle ultime elezioni americane.
 
Voi tutti avrete presente che Obama è stato rieletto, ma l’impressione non è che abbia vinto lui, ma quanto che abbia perso Romney e il partito repubblicano, perché quest’ultimo non ha saputo dare un candidato all’altezza del carisma del premio nobel per la pace Obama: questo è uno dei problemi della democrazia; i candidati non si misurano solo un se stessi ma soprattutto in base all'impressione che danno agli elettori. Lo stesso vale per la sfida odierna fra Renzi e Bersani.
 
Le persone che vengono elette dal popolo dovrebbero essere coloro a cui è demandato il governo, ossia le questioni sociali, internazionali, economiche, eccetera. Tutte cose che richiedono competenza, o almeno una adeguata conoscenza dei fatti e una buona informazione.Qualità che hanno in pochi, effettivamente. Il problema è che in democrazia la quasi totalità degli aventi diritto al voto non sa nulla di tutto ciò, se non per sentito dire. Come si fa dunque a scegliere una persona esperta in un campo senza sapere nulla di tale ambito? A questo, cerca di supplire l’informazione. Ossia le televisioni e i giornali, i media. I quali non sono mai imparziali, perché oltre a dire alcune notizie, ne scartano altre, per necessità, poiché è impossibile sapere tutto ciò che succede sulla faccia della terra e pubblicarlo ogni giorno. Le notizie vanno dunque scelte, ma in tal modo è il criterio di scelta a influenzare il taglio del media. Ma pubblicare costa. Tenere in piedi una televisione costa. E quindi i media diventano delle società per azioni, oppure delle aziende di privati cittadini. I quali, come tutti, imprimono ai media le loro convinzioni, in quanto la neutralità assoluta, come viene propagandata da certi pensatori, semplicemente non esiste. Oltre a ciò, va notato che le persone eleggibili sono poche, perché sono pochi i competenti per potersi occupare in linea di principio di politica. Dunque non si può scegliere il primo che passa, ci vogliono persone che siano istruite nel loro ambito di interesse; ma chi non sa nulla di tale cosa, come può scegliere una persona che sia la più adatta a svolgere un certo compito? Altra contraddizione della democrazia è il fatto che il popolo, una volta eletto il rappresentante, non può più fare nulla. Del resto sarebbe impossibile e ridicolo il contrario: si elegge una persona nella speranza che questa sappia come agire, quindi è assurdo che un deputato chieda sempre ai suoi elettori “cosa volete che faccia?”; ciò dimostrerebbe la sua incompetenza. Ma ciò implica che chi è eletto non deve fare gli interessi degli elettori, ma quelli che ritiene essere i loro interessi. Ma la situazione mondiale e nazionale muta continuamente, perciò non è possibile che un programma di governo non muti nel corso del tempo, anche nel corso di una stessa legislatura. Questa è un’altra contraddizione della democrazia.
 
Consideriamo ora la democrazia nei suoi effetti pratici, storici. Essendo un’idea, essa pone se stessa, e non può lasciare che si ponga altro da sé, in un processo hegeliano che riassorbe il contraddittorio. O la società è democratica, o non lo è, perché non può darsi vera democrazia se c’è uno stato che non ha l’elezione dei rappresentanti del popolo. Quindi democratico deve essere il sistema; e tutti i sistemi hanno la pecca di essere una idea della realtà, ma non la realtà stessa. E, soprattutto, non sopportano il contraddittorio, se non per annichilirlo. Per quanto riguarda la democrazia, è un ragionamento circolare: la democrazia è democratica --> chi non è democratico non è democratico. Questo ragionamento circolare è dovuto alla posizione stessa della democrazia, la quale, nata idealmente per far esprimere l’uomo medio, alla fine non fa altro che schiacciarlo sotto il peso di “chi è più democratico di chi”. Alla fine è solo un gioco di forze, ben distante dall'immagine idilliaca che viene sempre proposta. Non solo, ma si tratta delle forze più insidiose, ossia quelle che si presentano sotto un aspetto rispettabile e ragionevole. E sono quelle che fanno più vittime di tutte.
 
"La democrazia celebra il culto dell'umanità su una piramide di crani"(Nicolas Gomez Davila)
 
© http://www.campariedemaistre.com/ - 2 dicembre 2012