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Jim MessinaJim Messina è “la persona più importante tra quelle di cui non avete sentito parlare”. È l’uomo che ha fatto rieleggere Obama ed è quello a cui il premier italiano sta affidando le sue campagne: lo si direbbe un orientatore o, meno eufemisticamente, un manipolatore. Gli “spin doctor” sono un serio pericolo per la libertà dei cittadini nei Paesi democratici: il popolo è nel loro vetrino.

 

di Guido Mastrobuono

 

Non penso che siano in molti a sapere che Matteo Renzi, per le elezioni amministrative e per la campagna per il Sì al referendum costituzionale, si è affidato a Jim Messina (consulente, mago della comunicazione al servizio di multinazionali, presidenti e primi ministri, definito in passato «la persona più importante fra quelle di cui non avete mai sentito parlare»).

A giudicare dai molti articoli trovati in rete, Jim Messina, di mestiere, fa «eleggere la gente ». Suo è il merito della seconda elezione di Barack Obama e suo è il merito della vittoria dei No nel referendum sull’indipendenza della Scozia. Se si guarda il sito del Messina Group, e cioè la società di cui Jim è amministratore delegato, i suoi servizi spaziano dall’analisi dei dati sull’elettorato, alla messa a punto di campagne sui social network, fino alle consulenze politiche e legislative. In altre parole, Jim Messina dice ai politici cosa fare e cosa dire per ottenere un alto gradimento da parte della popolazione e, mentre gli articoli di giornale ingentiliscono l’attività di questi professionisti usando eleganti espressioni anglosassoni come «spin doctor» o «king maker», noi non possiamo fare a meno di notare che costoro sono sostanzialmente lobbisti e manipolatori dell’opinione pubblica. Secondo alcuni esperti, la metodologia propria di Jim Messina parte dal cosiddetto «big data» e cioè dall’acquisto delle informazioni su ciascuno di noi (presenti nei database di Google, Facebook etc.) con lo scopo dichiarato di individuare quali elettori contattare. Senza dubbio è vero che, come innocentemente ammettono questi stregoni della comunicazione, ciò permette di selezionare gli elettori che, con maggiore probabilità, condividono la visione del premier per poi convincerli ad andare a votare. D’altro canto è prevedibile che i 100.000 € investiti dal premier avranno un impatto più ampio. Sappiamo infatti che la metodologia di Jim Messina prevede un successivo social engagement e cioè una creazione attiva di consenso per mezzo dei social network e di contatti diretti. Insomma, dobbiamo aspettarci l’invio, casa per casa, di piazzisti che cercheranno di venderci i candidati renziani. E, come Facebook ha più volte dichiarato, le attuali tecnologie permettono anche di definire gli argomenti che hanno maggiore probabilità di renderci favorevoli (oppure ostili) alla proposta pubblicitaria che si vuole veicolare. Ed adesso parliamo di politica. Cosa c’è di male nell’uso di spin doctor? Secondo noi, la democrazia non dovrebbe essere una guerra nel quale il più furbo o potente vince su chi è meno attrezzato: dovrebbe essere invece uno strumento per il buon governo del paese e, soprattutto, per il mantenimento della sovranità popolare. In quest’ottica, è evidente che l’assunzione di un manipolatore è, di fatto, un tentativo di perturbare la discussione democratica e questa affermazione è confermata dal fatto che, dopo l’intervento di Jim Messina, i contenuti del messaggio renziano si sono improvvisamente azzerati. I candidati PD, in questo momento, trasmettono impressioni sfumate, sensazioni, sensi di colpa e tiepidi stati d’animo. Non che, negli ultimi anni, il PD abbia mai brillato per contenuti politici ma le affermazioni tipo “Roma torna Roma” sono vaghe anche per un piddino! Il fatto è che, in questo momento, sui media che tutti possiamo vedere, il PD viene venduto come se fosse un profumo. Avete presente le pubblicità dei profumi? Se va bene, ci fanno intravvedere la forma della bottiglia. Se si tiene conto che, in queste settimane che precedono la campagna elettorale, i votanti saranno contattati dai collaboratori del signor Messina il cui unico obiettivo sarà quello di racimolare voti, una propaganda così vaga lascia aperta la possibilità di raccontare ad ogni elettore una storia diversa. Sapranno resistere alla tentazione? Non è dato saperlo. In genere, però, per i pubblicitari, il pubblico è un oggetto da manipolare. Ma i partiti non dovrebbero mediare tra la res publica ed il popolo sovrano? Per la nostra costituzione (art. 49) “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Conseguentemente i partiti dovrebbero essere uno strumento degli “associati” per concorrere “con metodo democratico” a determinare la politica nazionale. Ammesso e non concesso che i tesserati del PD siano a conoscenza ed approvino l’operato di Jim Messina, non è possibile deprecare a priori l’utilizzo di uno “spin doctor”. D’altro canto, è possibile affermare che la sovranità di quella parte di popolo che viene manipolata non è garantita. Infine, è lecito dire che chi fa uso di manipolatori non è al servizio del popolo che viene manipolato: è al servizio di una piccola parte di popolo che, prima delle elezioni, paga il conto e, dopo le elezioni, vuole avere il suo tornaconto. Fra le altre cose, il Popolo della Famiglia è nato per difendere tre valori che sono • la Libertà, • la Verità • la Giustizia. Non è possibile ignorare il fatto che • chi è manipolato non è libero, • per manipolare non si racconta mai tutta la verità • e, soprattutto, non è per nulla giusto che la gente sia manipolata. Noi dobbiamo essere diversi. Dobbiamo essere sempre chiari. Dobbiamo dire quello che pensiamo e, se piace, ci voteranno. Se non piace, è meglio che le persone votino qualchedun altro. Ne guadagneremo comunque in credibilità, integrità e chiarezza. Dobbiamo mettere in piedi un servizio di formazione ed informazione in modo tale da mettere i nostri concittadini in condizione di riconoscere quelli che gli raccontano storie sapientemente studiate per spingerli ad azioni preordinate. Infine, dobbiamo smascherare le lobby mandanti dei diversi “partiti politici”. Dobbiamo scoprire chi sono le persone che “aiutano” i vari Renzi e Giacchetti. Dobbiamo far capire alla gente che queste persone fanno i propri interessi e non gli interessi del Popolo Italiano. Perché la storia insegna che le élite non hanno mai fatto (e non faranno mai) gli interessi della maggioranza della popolazione più di quanto il macellaio non faccia l’interesse dei buoi. La mia opinione è che dobbiamo impegnarci per mettere fuori legge tutte le forme di manipolazione dell’opinione della gente, specialmente quelle nei cui confronti la gente è maggiormente indifesa e che possono perturbare il corretto confronto democratico. D’altro canto, è ridicolo (oltre che terribilmente antiquato) che la pretesa di una “par condicio” si limiti al computo dei minuti concessi su ciascuna rete televisiva.

 

© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 21 maggio 2016

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