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Elena Bonetti le sue priorità Constatiamo sempre più che certi Ministri sono lì inseriti per questioni meramente ideologiche. Per fare colore "piacione".

In piena pandemia con grandi difficoltà delle famiglie, specie le famiglie con anziani e con figli con disabilità, il Ministro Elena Bonetti pensa a questioni secondarie portandole ad una attenzione primaria.

In piena emergenza denatalità, grandissimo problema educativo, sociale e di welfare, si pensa a coccolare il politicamente corretto.

Da non dimenticare poi che le "Pari opportunità" esistono se c'è prima la "Famiglia costituzionalmente riconosciuta e garantita".
Ma pare che i governi e certi ministri, imbevuti di politicamente corretto tendano a dimenticarlo.
È una vergogna per il nostro paese, per il Bene Comune e per il Buon Governo.

(la redazione)

Commento al post in immagine del Ministro Elena Bonetti
di Sara Reho


La mia risposta al post del Ministro Bonetti che annuncia ulteriori aiuti e maggior supporto alle associazioni LGBT, naturalmente con i soldi pubblici, quindi pure delle milioni di famiglie che arrivano (se ci riescono) a fine mese e che sono dimenticate pure dal Ministro per la Famiglia.

"Ministro, ma perché lei, al posto di occuparsi veramente di famiglia e di pari opportunità (che sono diverse dal mettere l'asterisco ovunque o dire "sindaca" al posto di "sindaco") fa questo?
Questo è il suo secondo mandato e per la famiglia non ha fatto nulla, se non dare dei bonus destinati a poche famiglie che non servono nemmeno ad arrivare a fine mese e annunciare un assegno che prenderà il posto di gran parte degli aiuti che le famiglie già percepiscono.
Lei, similmente ai suoi predecessori, non ha fatto nulla per quelle donne che vogliono dedicarsi alla cura dei propri bambini.
Una buona parte delle associazioni LGBT pretende di chiamare "donna" un uomo, permettendogli di partecipare alle competizioni sportive femminili, di candidarsi con le donne (non so se si ricorda, ma le quote rosa obbligano i partiti a presentare una lista con il 40% di donne e il 60% di uomini), costringendo tutti a trattarlo come una donna. La gran parte delle associazioni LGBT, inoltre, pretende di farsi chiamare "famiglia" e, quindi poter praticare l'utero in affitto o l'eterologa in caso di coppie lesbiche in quanto la legge attuale non lo permette.
Le voglio rammentare che, se queste richieste venissero accolte, il bambino, oltre ad essere privato di una delle due figure genitoriali, verrebbe considerato un prodotto, così come i gameti usati per crearlo e le due donne sfruttate per la gpa (la "donatrice" che deve prendere un enorme quantitativo di ormoni e la surrogata) considerate solo oggetti.
Le sembrano pari opportunità queste?
Le sembra che, lavorando in questo modo, vengano tutelate le milioni di famiglie che tutti i giorni contribuiscono allo sviluppo della nostra Nazione anche se arrivano con difficoltà a fine mese (o, come per 5 milioni di famiglie, non riescono a sbarcare il lunario)?

L'Italia è un Paese tollerante, agli italiani non interessa se due adulti delle stesso sesso fanno coppia; ma gli italiani non vogliono che si privilegi la coppia same-sex, e nel contempo, anche per omissione, si distrugga la famiglia e che, nel contempo, si obblighi tutti a considerare donna o uomo chi non lo è.
Gli italiani non vogliono che si aprano centri di sfruttamento femminile in cui le donne sono solo delle donatrici di ovuli o degli uteri da riempire e, soprattutto, gli italiani non vogliono la compravendita di bambini.
La famiglia è una sola, pure l'Onorevole Cirinnà l'ha dovuto riconoscere scrivendo la legge sulle unioni civili.
Le persone con omosessualità sono già tutelate, proprio come le persone eterosessuali; queste campagne pro Lgbt servono solo per creare una classe politicamente corretta di privilegiati che detta legge e per penalizzare fortemente e di fatto la famiglia, la donna e l'uomo."


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